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Tasso Soglia: Cos’è e quando è Usura Bancaria

Il tasso soglia non è altro che il limite massimo definito ogni 3 mesi per le diverse categorie di finanziamento.

Esso viene stabilito dal Ministero del Tesoro, secondo quanto disposto dalla Banca d’Italia, attraverso lo studio dei tessi medi applicati nei 3 mesi antecedenti da parte degli enti creditori.

Circa il metodo di calcolo, esso è stato determinato dal decreto legge n. 70 del 2011, il quale ha previsto la maggiorazione di un quarto dei tassi medi rilevati a cadenza trimestrale, a cui vanno sommati ulteriori 4 punti percentuali.

I risultati finali rappresenteranno la soglia d’usura per quei contratti di finanziamento stipulati nei 3 mesi successivi.

In tale tipo di calcolo vengono considerate anche le spese e le commissioni sopportate dal cliente allo scopo di ottenere il credito, nonché il prezzo per la chiusura della pratica o della liquidazione degli interessi, delle spese assicurative obbligatorie, quelle per la perizia e relative ai costi d’istruttoria.

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Quando il Tasso Soglia può diventare Usura Bancaria: tutto quello che è necessario sapere

Superare il tasso soglia potrebbe significare cadere nella pericolosa trappola dell’usura bancaria.

Tale tipo di situazione si verifica quando il tasso che viene applicato va a superare quello soglia: in poche parole, il tasso soglia funge da vero e proprio muro che non può affatto essere superato.

Ebbene, tale limite invalicabile viene stabilito dalla legge: si tratta di un criterio oggettivo, stabilito da un’aliquota percentuale, il quale, se viene superato, determina la fattispecie dell’usura.

Nel caso in cui l’istituto bancario o la finanziaria lo supera, vendendo magari un prodotto finanziario che prevede un affidamento (come, ad esempio, può essere l’apertura di credito o anche una carta di credito revolving) va a realizzare un illecito civile o penale.

Ogni tipo di tasso soglia, a prescindere dal prodotto finanziario che si possiede, è formato sempre da ben 2 parti: il TEGM (ovvero il tasso effettivo globale medio) e lo Spread, cioè il limite massimo assolutamente invalicabile.

In particolare, il tasso effettivo globale medio viene fuori dalla media aritmetica dei vari tassi d’interesse concretamente applicati alla clientela da parte di tutte le banche italiane per ciascuna categoria di prodotto.

Esso comprende, oltre agli interessi, le somme che devono essere versate a titolo di commissioni, di oneri, di spese (escluse quelle richieste per le tasse e le imposte) e di remunerazione d’intermediazione.

Lo Spread, invece, è una percentuale predeterminata, ovvero il 25% del TEGM aggiunto a 4 punti percentuali.

Tuttavia, esso non potrà mai andare a superare gli 8 punti percentuali.

Il tasso di usura è, dunque, la somma di tasso medio e Spread, ovvero quel limite invalicabile oltre il quale si configura il pagamento di somme non dovute e non pattuite.

La banca o l’istituto di credito, in tal caso, andrà a commettere un gravissimo illecito poiché farà identificare il mutuo o l’apertura di credito oppure, ancora, il finanziamento in una fattispecie di usura.

L’articolo 644 del codice penale, ovvero la disposizione relativa al reato di usura, prevede anche delle aggravanti quando chi ha commesso il reato stesso svolge l’attività di operatore finanziario professionale, come appunto fa una banca.

Così come è vero il tasso soglia riveste l’importante ruolo di limite invalicabile stabilito dalla legge, lo è anche il fatto che si tratta di un ostacolo che cambia ogni 3 mesi.

Infatti, il Ministero dell’economia e delle finanze procede, con proprio decreto, alla comunicazione dei tassi medi e di quelli soglia, specificando le categorie di applicazione.

I periodi vanno: dal primo gennaio al 31 marzo; dal primo aprile al 30 giugno; dal primo luglio al 30 settembre; dal primo ottobre al 31 dicembre.

Come già accennato, poi, il tasso soglia non risulta essere univoco: vale a dire che non c’è la medesima aliquota percentuale per ciascuno dei prodotti bancari.

Tale situazione non potrebbe mai verificarsi dal momento che ogni prodotto bancario si differenzia sostanzialmente da un altro.

Pertanto, alla luce di quanto esposto, si deve sempre tenere a mente che esistono molteplici tassi soglia, ognuno dei quali corrisponde ad una determinata categoria (ad esempio, leasing, factoring, mutuo, apertura di credito, carta revolving, credito finalizzato) e comporta diversi rischi.

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L’usura bancaria: l’anomalia più diffusa e pericolosa

Molto spesso si sente parlare di tassi usurai nascosti nei contratti e della facilità con cui le banche e altri istituti di credito vadano ad applicare interessi non dovuti su prestiti, mutui e conti correnti.

Ebbene, in tali casi, si verifica il reato di usura.

Nello specifico, l’usura bancaria risulta essere una fattispecie regolata solo in tempi recenti dalla legge n. 108 del 7 marzo 1996.

Prima di tale data, il relativo concetto era disciplinato in maniera eccessivamente generica dal codice penale italiano, precisamente dall’articolo 644.

Di conseguenza, in considerazione di tale situazione, veniva lasciata un’ampia discrezionalità al giudice sui comportamenti attuati dagli istituti di credito.

Con l’introduzione della L. 108/1996, è stato finalmente introdotto lo strumento dei tassi soglia, i quali vengono stabiliti dal Ministero del Tesoro ogni 3 mesi.

Il legislatore non ha voluto fare altro che estendere il campo di tutela della disposizione, in particolar modo per i contratti bancari, aggiungendo al fianco di criteri soggettivi (già previsti dalla norma penale citata) altri oggettivi.

Nel momento in cui, dunque, ad un prodotto bancario (prestito, mutuo, finanziamento) viene applicato un certo interesse che va a superare il massimo previsto dai tassi soglia, definiti ogni 3 mesi dalla Banca d’Italia, si verifica l’usura.

Per questo motivo, si parlerà di tasso usurario e gli interessi senza alcuna giustificazione, quindi non dovuti, dovranno necessariamente essere restituiti.

Per affermare, con certezza, di essere in presenza del reato di usura bancaria, è fondamentale accertarsi che il prodotto bancario vada ad applicare interessi maggiori rispetto a quelli previsti dalla legge, semplicemente confrontando il tasso di interesse applicato, ovvero il tasso nominale, con il limite massimo permesso.

Ovviamente, nel calcolo degli interessi applicati dovranno essere computati tutti i costi a carico del correntista e collegati alla devoluzione del credito, e cioè: coperture assicurative, commissioni, varie tipologie di remunerazioni e spese (ad esclusione di quelle concernenti tasse ed imposte).

Nel caso in cui sorga il bisogno di difendersi dall’usura finanziaria, dopo aver verificato che gli interessi del proprio prestito, mutuo o leasing, superino il tasso soglia, occorre rivolgersi ad analisti finanziari con l’abilità di effettuare una perizia finanziaria sui contratti stessi allo scopo di rilevare la presenza di eventuali irregolarità.

Tasso Soglia: Come riconoscere un Tasso Usuraio in un Prestito

Il rischio di cadere nel pericolo dell’usura incombe non solo in capo a chi chiede un prestito personale, ai fini di sostenere una spesa straordinaria, oppure di chi necessita di un mutuo per acquistare la prima casa.

Infatti, il tasso usuraio rappresenta una minaccia che riguarda anche chi è semplicemente in possesso di una carta di credito o decide di aprire un conto corrente.

Allo scopo di riconoscere se si è in presenza di un tasso usuraio, occorre innanzitutto capire cos’è un tasso di interesse, ma soprattutto che cosa si verifica in caso di usura.

Ebbene, per quanto riguarda il primo, accade che quando il creditore deve vedersi restituire il capitale prestato richiede anche degli interessi, ovvero un riconoscimento per il servizio messo a disposizione del debitore-richiedente: in poche parole, ci si riferisce ad una somma da restituire che risulta essere superiore rispetto a quella iniziale.

In questo caso, quindi, il tasso di interesse ammonterà alla differenza intercorrente tra quanto prestato e quanto restituito.

Il tasso usuraio, invece, si ha nel momento in cui la percentuale degli interessi risulta essere superiore al tasso soglia.

In merito, è importante sottolineare come diverse tipologie di consumatori o di società siano realmente a rischio quando:
– viene richiesto un mutuo;
– si procedere all’apertura di credito in conto corrente;
– si realizzano operazioni di leasing o di factoring;
– si stipula un contratto di prestito con cessione del quinto;
– si richiede un prestito personale.

Pertanto, chiunque potrebbe ricevere la richiesta di tasso usuraio.

Per riconoscerlo, tuttavia, vi sono alcuni accorgimenti utili a rilevare una pericolosa trappola. Si deve, dunque, prestare una minuziosa attenzione al Taeg, ovvero il tasso annuo effettivo globale. Si tratta di un criterio che tiene in considerazione varie spese, e cioè:
– quelle finalizzate all’istruttoria della banca per capire se può concedere il credito ad un soggetto, il quale deve essere in grado di poter restituire la somma concessa;
– quelle per l’assicurazione, utile in caso di mancato pagamento delle rate;
– quelle della perizia svolta dall’istituto erogatore;
– quelle del notaio;
– quelle per l’estinzione anticipata del finanziamento.

Tasso Soglia Usura: Come si calcola secondo il decreto legge n. 70 del 2011

Il 14 maggio 2011, il decreto legge n. 70 ha stabilito il limite oltre il quale gli interessi sono considerati usurari: si tratta di un metodo che prevede un aumento del tasso effettivo globale medio (ovvero il TEGM) di un quarto, al cui risultato si aggiunge un margine di altri 4 punti percentuali.

La differenza tra il limite e il tasso medio non può assolutamente superare gli 8 punti.

Così è stato stabilito modificando l’articolo 2, comma 4, della legge n. 108 del 1996, la quale prescriveva che il tasso soglia dovesse essere stabilito aumentando il TEGM del 50 %.

Quest’ultimo dato viene determinato ogni 3 mesi dalla Banca d’Italia per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Comprendente commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, ad eccezione di quelle previste per tasse ed imposte, esso si riferisce agli interessi annuali adottati dalle banche e dagli intermediari finanziari per effettuare operazioni della medesima natura.

Ebbene, viene dunque realizzata una classificazione delle operazioni i base a categorie omogenee, la quale considera la natura, l’importo, l’oggetto, la durata, i rischi e le garanzie.

Essa viene effettuata a cadenza annuale da parte del Ministro dell’Economia e delle Finanze, il quale, in particolare, affida alla Banca d’Italia l’analisi dei dati.

Quest’ultima va, di conseguenza, ad emanare le istruzioni utili per la rilevazione dei TEGM, le quali terranno conto delle peculiarità tecniche di ciascuna operazione di finanziamento.

Inoltre, andrà anche a verificare che gli istituti bancari nonché le finanziarie si attengano effettivamente ai criteri di calcolo stabiliti dalle prescritte istruzioni rispettando il limite delle soglie.

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