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Cessione del Quinto INPDAP 2019: Calcolo e Procedura per Ottenerlo

Nell’era moderna burocrazia ed economia hanno raggiunto un livello di complessità senza precedenti.

Rispetto al passato, al giorno d’oggi è praticamente impossibile risolvere pratiche burocratiche senza rivolgersi a specialisti o professionisti del settore che sappiano indirizzare il richiedente nella giusta direzione.

Ma gli specialisti non sono l’unico modo per venire a capo di tutte quelle annose questioni che caratterizzano le pratiche burocratiche moderne.

Uno dei metodi per risolvere problematiche di questo tipo è quello di fare affidamento al web: nello sterminato universo di Internet, infatti, sono presenti guide, consigli e tutorial di qualsiasi tipo, strumenti fondamentali per permettere anche ai meno avvezzi di comprendere i cavilli che regolano gli incomprensibili meccanismi dell’economia del terzo millennio.

È il caso di questa guida.

Tra le pratiche economiche più comuni, sfruttate dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e dei dipendenti (sia pubblici che privati) di un’azienda vi è la cosiddetta cessione del quinto dello stipendio.

La cessione del quinto è una particolare formula di richiesta di prestito dotata di caratteristiche ben definite, le quali, di fatto, la rendono una formula unica nel suo genere.

Ma per quale motivo si parla di “cessione del quinto” nonostante la pratica appartenga all’ambito dei prestiti?

Quali sono le caratteristiche e i vantaggi della pratica in questione?

E come si calcolano i fattori che concorrono a determinare la reale entità economica del prestito in questione?

Scopriamolo qui di seguito.

La Cessione del Quinto dello Stipendio: definizione

Come già anticipato, per “cessione del quinto dello stipendio” si intende una particolare forma di prestito nella quale il richiedente, dopo aver ottenuto un finanziamento dall’ente presso cui si è rivolto per la richiesta, sceglie di cedere una parte dello stipendio (percepito dall’azienda presso la quale opera) proprio per estinguere il prestito contatto.

Per sua natura, la cessione del quinto è una forma di finanziamento del tutto sicura e affidabile in quanto la restituzione del prestito non viene garantita dal richiedente, bensì dal datore di lavoro stesso.

Quest’ultimo, infatti, avrà l’onere di versare automaticamente il quinto dello stipendio (ossia il 20%) del suo dipendente direttamente all’ente creditore.

La naturale conseguenza di una procedura di questo tipo è un aumento generale della sicurezza delle operazioni, caratterizzate da una grande affidabilità sia nella concessione del prestito, sia nelle modalità di restituzione dello stesso.

Tuttavia, pur avendo un alto grado di affidabilità l’ottenimento della cessione del quinto passa dal rispetto di tutta una serie di vincoli oltre ai quali non è possibile soprassedere: vincoli come la tipologia di contratto lavorativo, la durata temporale della restituzione, il numero delle rate da stabilire in fase di contrattazione con l’ente creditore e così via.

Entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono le caratteristiche specifiche della cessione del quinto.

Caratteristiche specifiche della Cessione del Quinto

Abbiamo dunque compreso quali siano le caratteristiche generali della cessione del quinto.

Ma bisogna analizzare la questione più da vicino per comprendere le specificità che caratterizzano la formula di prestito in questione.

Caratteristica principale della cessione del quinto è la presenza di un tasso fisso del finanziamento, il cui valore non cambia per tutta la durata della restituzione del prestito.

Per quanto riguarda la possibilità di formulare la richiesta di prestito, la cessione del quinto dello stipendio è destinata a tutti coloro che, dipendenti pubblici o privati, dispongono di un contratto a tempo indeterminato che funge da vero e proprio fattore di assicurazione per l’ente creditore.

Dal punto di vista dell’entità economica delle singole rate da restituire, abbiamo già chiarito che il valore massimo delle stesse deve essere pari o inferiore al quinto dello stipendio percepito dal lavoratore dipendente.

Ma è sul piano del vincolo temporale del contratto di restituzione che il discorso si fa interessante.

Nella maggior parte dei casi la durata minima del periodo di restituzione è pari a circa 24 mesi (ossia 24 rate), mentre la durata massima si attesta sui 120 mesi (ossia una restituzione delle rate che copre un arco di tempo pari a 10 anni).

Inoltre, va sottolineato come al giorno d’oggi anche i pensionati possano accedere al prestito con cessione del quinto: a differenza dei lavoratori dipendenti, i pensionati saranno tenuti a restituire il prestito facendo riferimento all’entità della pensione percepita mensilmente.

Vantaggi della Cessione del Quinto

Passiamo ora alla delineazione dei vantaggi che caratterizzano la formula di prestito con cessione del quinto.

Tra i vantaggi principali troviamo innanzitutto la già citata affidabilità: essendo direttamente dedotta dalla sua busta paga, il soggetto creditore non dovrà fare praticamente nulla per far sì che la somma ottenuta in prestito venga restituita.

Sarà infatti il suo datore di lavoro ad occuparsi personalmente della restituzione della somma nei confronti dell’ente creditore.

Altro vantaggio significativo riguarda la possibilità di accesso al prestito con cessione del quinto: nello specifico, qualunque dipendente pubblico o privato con contratto a tempo indeterminato sarà in grado di accedere al prestito in questione, anche nel caso in cui il soggetto abbia avuto problemi finanziari in passato (sfociati nell’eventuale inserimento all’interno del nome dello stesso all’interno del registro dei cattivi pagatori).

Infine, bisogna segnalare la grande elasticità nella formulazione del contratto: il soggetto debitore, sulla base dell’ammontare medio del suo stipendio, potrà concordare direttamente con l’ente creditore il numero delle rate da pagare, facendo sempre riferimento all’ammontare del suo stipendio e avendo sempre come vincolo il fatto di non poter stabilire rate che superino il 20% dello stipendio mensile.

Esempi di calcolo del prestito

Dopo aver delineato per filo e per segno le caratteristiche che contraddistinguono la cessione del quinto, passiamo alle questioni pratiche.

Abbiamo compreso che il valore economico delle rate del prestito di questo tipo viene calcolato attraverso semplici formule matematiche basate su percentuali e rapporti a tasso fisso.

A questo punto vediamo un calcolo generico di cessione del quinto facendo riferimento ad un caso comune, ovvero un dipendente privato di circa 30 anni assunto con un contratto a tempo indeterminato.

Ipotizzando uno stipendio di 1200 euro mensili, un’eta di 30 anni, un numero di mensilità pari a 12, un importo della singola rata pari a 200 euro e una durata di 48 rate mensili da restituire, il prestito netto erogato si aggira tra i 7.500 e gli 8.000 euro.

Il valore varia da un’ente creditore all’altro, tenendo conto che ogni banca o ente finanziario applica tassi a propria discrezione.

I tassi presi in considerazione sono il TAEG e il TAN, solitamente fissati tra il 7% e l’11%.

Il calcolo della cessione del quinto viene generalmente effettuata facendo riferimento ai numerosi servizi web, i quali offrono pagine apposite per inserire i parametri a proprio piacimento in maniera tale da ottenere preventivi accurati e affidabili.

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Cessione del Quinto INPDAP: Ecco Come Funziona

Prima di tutto bisogna precisare, comunque, che nel 2012 l’INPDAP è stato eliminato, mentre le sue competenze ora vengono svolte dall’INPS (quindi anche per la Cessione del Quinto INPDAP l’ente di riferimento ora è l’INPS).

Quest’ultimo ente, a sua volta, ha contribuito alla creazione della Gestione Pubblici Dipendenti, un organo di amministrazione e controllo in tema di gestione dei lavoratori e pensionati pubblici.

Questa modifica è stata effettuata a suo tempo da il fu Governo Monti, che la rese necessaria per l’attuazione dell’ampia Manovra Finanziaria targata 2012.

Questo permise di abbassare le spese pubbliche e controbilanciare il sistema previdenziale.

Attualmente si ritiene che la mossa sia stata esatta e abbia realmente avuto degli effetti economici benefici sull’economia italiana al suo intero.

Il prestito è indipendente dall’anzianità pensionistica e lavorativa, indipendente anche dal tipo di contratto, purché copra tutta la durata del prestito.

Il finanziamento così richiesto può essere pluriennale o meno e va richiesto soltanto dai lavoratori e dai pensionati pubblici regolarmente iscritti nei registri della Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

La massima durata del piccolo prestito personale INPDAP è di 4 anni.

La minima è di solo 1 anno.

Ovviamente con il variare del numero delle rate cambia anche l’ammontare della rata stessa.

Il tasso d’interesse è sempre fisso e pari al 4.25%.

Come a ogni finanziamento, anche a questo vanno aggiunte le spese amministrative pari al 0.50%, oltre al necessario premio per coprire il fondo rischi.

Qualora il prestito fosse annuale si potrebbe richiedere un importo massimo pari a una mensilità salariale o pensionistica.

I prestiti biennali, invece, permettono di richiedere una cifra massima pari a due stipendi oppure a due pensioni.

La stessa regola vale anche per i prestiti triennali, per cui l’importo non può superare il limite delle 3 mensilità nette dello stipendio o della pensione, e per i prestiti quadriennali, nei quali l’importo massimo ottenibile non deve superare le 4 mensilità salariali o pensionistiche.

Una tipologia leggermente diversa è rappresentata dal Prestito Pluriennale Diretto INPDAP.

Quest’ultimo, proprio come il piccolo prestito personale, viene emesso direttamente dall’INPDAP.

La sua durata può essere di 10 o 5 anni, a seconda delle necessità.

A differenza del prestito indicato prima, il Prestito Puriennale Diretto INPDAP ha dei requisiti di anzianità (4 anni di versamento dei contributi) e un contratto a tempo indeterminato.

Questo finanziamento può essere richiesto dai dipendenti assunti a tempo determinato solo a una condizione: qualora accettassero di porre il trattamento di fine lavoro come garanzia alla restituzione del finanziamento.

Tale presto dev’essere motivato, in quanto va utilizzato per finanziare delle spese particolari.

Tra tutte le motivazioni si annoverano i matrimoni, la manutenzione ordinaria dell’abitazione, l’installazione degli impianti fotovoltaici, l’acquisto di un’automobile, le spese necessarie per gestire la nascita della prole, curare i denti e molti altri casi.

L’importo è variabile a seconda della durata, mentre il tasso è fisso al 3.50% con l’aggiunta del 0.50% delle spese amministrative e un premio sul fondo rischi.

I rimborsi, anche in questo caso, sono a rata mensile con la trattenuta sulla busta paga o sulla pensione.

Anche in questo caso l’importa della rata singola non deve superare l’un quinto della retribuzione mensile al netto.

Infine vi è una terza tipologia di prestiti: il prestito pluriennale garantito INPDAP.

I soldi in questo vengono emessi dagli istituti di credito convenzionati con l’INPDAP, che veste le veci del garante della restituzione del prestito.

A questo finanziamento vengono ammessi unicamente i dipendenti statali e pubblici attualmente in servizio, a patto che abbiano almeno 4 anni di anzianità.

La durata può essere di 5 o 10 anni.

Le altre regole sono tutte uguali ai prestiti precedentemente elencati, con l’unica differenza dei tassi d’interesse.

Questi, difatti, variano da banca a banca.

Cessione del Quinto INPDAP: Come Richiedere il Finanziamento

Non c’è nulla di più semplice: basta stampare e compilare il relativo modulo presente sul sito dell’INPS e presentarsi all’ufficio INPS muniti della richiesta, del codice fiscale, di un documento di reddito e del documento d’identità.

A seconda del tipo di richiesto è possibile che sia l’INPDAP stessa a occuparsi del prestito, oppure trasferire il modulo di richiesta a una banca convenzionata.

Per il resto l’interessato dovrà aspettare che vengano svolte tutte le analisi prima di poter usufruire dei soldi.

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