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Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende: Come funziona?

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In Italia c’è da sempre una certa differenza tra i dipendenti del settore pubblico e quelli del comparto privato, ma c’è anche quella tra i lavoratori delle piccole aziende e delle grandi imprese.

Tale disparità la si nota in particolare nei prestiti da richiedere alle banche e alle finanziarie.

Si tratta di un difficoltà di chi opera nelle attività di piccola dimensione a ottenere credito, soprattutto con la cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende.

Loro sono la maggioranza dei lavoratori e contribuiscono fortemente allo sviluppo del tessuto produttivo, ma non hanno molte chance di vedersi accettare l’istanza per avere un mutuo.

Il problema principale, anche per un piccolo prestito, è garantire l’istituto di credito.

Si deve assicurare la capacità di restituire la somma ottenuta.

Le piccole imprese, soprattutto in tempi di crisi, potrebbero non avere la liquidità necessaria a pagare gli stipendi e neppure il Trattamento di Fine Rapporto alla conclusione o all’interruzione del contratto di lavoro con il dipendente.

Questi rischi non permettono alle banche e alle finanziarie di accettare le istanze dei richiedenti.

Ci sono limiti e anche possibilità alternative da analizzare con attenzione.

Il Funzionamento della Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende

Ai lavoratori delle piccole imprese è consentito l’accesso ai prestiti, inclusa la cessione del quinto, ma chiaramente si deve prendere in considerazione la situazione delle aziende.

Il pagamento delle rate per la restituzione del capitale ottenuto avviene tramite la trattenuta del 20% dello stipendio netto.

Il limite massimo della rata, compresi gli interessi e le spese accessorie, ammonta a un quinto del salario e questo viene trattenuto dal datore di lavoro, che provvede a versarlo direttamente all’istituto di credito presso cui il dipendente ha acceso il mutuo.

La durata minima per il rimborso è di 24 mesi, con qualche eccezione a 12 mesi, mentre la durata massima è di 120 mensilità.

Il tasso di interesse è fisso e contenuto.

Ovviamente le condizioni dei diversi istituti di credito sono differenti, ma più convenienti rispetto ad altre formule di prestito (per avere un’idea delle possibili soluzioni, potete richiedere senza impegno dei preventivi gratuiti a questo link –> PREVENTIVI GRATIS).

Vige l’obbligo, previsto dalla legge, di contrarre una polizza assicurativa contro il rischio di decesso e di perdita dell’impiego.

Nel caso in cui il beneficiario del prestito perda la vita prima della conclusione del contratto, non saranno i familiari a rimborsare le rate residue, bensì la compagnia di assicurazione.

L’intervento dell’impresa assicurativa avviene anche se il lavoratore perda la sua occupazione e non sia quindi in grado di proseguire il pagamento delle rate attraverso la cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende.

Va precisato che a usufruire di questa formula di prestito possono essere i dipendenti pubblici e privati anche se sono stati protestati o segnalati come cattivi pagatori.

Ciò è possibile perché la rata viene trattenuta dalla retribuzione e pagata dal datore di lavoro.

Le piccole imprese, però, potrebbero non essere una garanzia sufficiente e, per questa ragione, ci sono dei limiti riservati ai dipendenti delle piccole imprese.

Inoltre gli istituti di credito pongono requisiti specifici come l’assunzione da almeno 6 mesi o 1 anno, a seconda della banca o della finanziaria scelta.

L’anzianità di servizio è determinante per il TFR, che è un’ulteriore garanzia per la conclusione anticipata del contratto di lavoro con il mutuo in essere.

Se si richiede una somma abbastanza elevata, potrebbe essere meglio avere altre garanzie da offrire all’ente erogatore del prestito.

 

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Il Prestito Personale come alternativa al Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende

La cessione del quinto è basata sulla reputazione dell’impresa in cui opera il richiedente, mentre il prestito personale è pensato in funzione alla credibilità finanziaria dell’individuo.

Questo significa che si deve avere un passato creditizio limpido, senza difficoltà relative a ritardi e mancati pagamenti.

Inoltre si deve avere un contratto di lavoro a tempo determinato e un’anzianità di servizio minima.

I prestiti personali, a differenza della cessione del quinto, è finalizzato, quindi si deve presentare la documentazione specifica che giustifica la spesa da sostenere.

Sono da esibire preventivi e fatture circa gli acquisti da compiere.

La cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende non chiede, invece, alcuna giustificazione, ma si può usare il denaro per fare qualsiasi transazione si voglia.

L’acquisto mirato, però, consente al richiedente il prestito di impegnarsi a pagare le rate per evitare che quel bene venga pignorato.

Ad esempio se si compra un’automobile, il mancato pagamento potrebbe comportare il fermo amministrativo, impedendo l’uso del bene.

Il prestito personale, a seconda della tipologia, può offrire tassi fissi come la cessione del quinto.

La polizza assicurativa è facoltativa, ma serve una garanzia ampia, magari con atti aggiuntivi, come ad esempio la firma di un garante o una fideiussione.

La Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende con Contratti a Tempo Determinato

I lavoratori delle piccole imprese possono beneficiare della cessione del quinto anche se hanno un rapporto di lavoro con una scadenza fissata.

Ci sono alcune difficoltà in più da superare, ma certamente ci sono più chance rispetto ai prestiti tradizionali.

Dimostrando la solvibilità dell’azienda per cui si lavora, si può contrarre un mutuo la cui durata non superi quella del contratto di lavoro.

Va tuttavia tenuto presente che non tutti gli istituti di credito sono disponibili a fornire prestiti a chi ha un impiego a tempo determinato.

Alcune banche o finanziarie chiedono che il contratto di lavoro abbia una durata superiore ai 2 anni.

Potrebbe essere il caso di fornire garanzie aggiuntive per le cifre più elevate, ma la questione principale resta la condizione finanziaria dell’azienda, che viene accuratamente controllata per concedere il prestito al dipendente.

 

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Le Garanzie con la Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende

I prestiti devono seguire procedure specifiche e i richiedenti devono rispettare i criteri indicati dalle normative vigenti e dalle regole degli istituti di credito.

I lavoratori delle imprese con meno di 16 dipendenti devono dare in garanzia il proprio TFR e devono essere stati maturati almeno 5 mila euro per il Trattamento di Fine Rapporto.

Va vincolato per poter avere il capitale.

Questo, però, non è l’unico requisito a cui rispondere.

Infatti il dipendente deve avere un’anzianità di lavoro di almeno 6 mesi e il finanziamento concesso non può superare, generalmente, i 10 mila euro.

Meglio ancora se si presenta la firma di un garante, per assicurare la banca o la finanziaria di poter rientrare della somma concessa in prestito.

Quest’ultimo elemento viene solitamente richiesto se si desidera una somma più importante.

La cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende si basa sulla trattenuta in busta paga, ma chi ha un lavoro all’interno di un’azienda piccola deve far fronte ai maggiori rischi che corre l’istituto di credito.

L’Uso della Cessione del Quinto a Dipendenti di Piccole Aziende

Per usufruire di un prestito, i lavoratori di un’impresa di piccole dimensioni dovrebbero usare la cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende richiedendo 10 mila euro da rimborsare entro i 5 o 6 anni.

In questo modo le rate sarebbero piuttosto contenute e la banca o la finanziaria sarebbero maggiormente disponibili a considerare la possibilità di erogare il finanziamento.

Si tratta di un rischio affrontabile, perché la somma contenuta potrebbe essere facilmente rimborsabile anche qualora non ci fosse un’interruzione del pagamento del salario e delle rate da parte del datore di lavoro.

Va tenuto presente che l’imprenditore è corresponsabile di fronte all’ente che ha erogato il mutuo.

Per presentare l’istanza si deve presentare all’istituto di credito un documento d’identità, il codice fiscale e l’ultima busta paga.

A quel punto la banca o la finanziaria chiederanno ulteriore documentazione a seconda della cifra richiesta.

La cessione del quinto a dipendenti di piccole aziende non prevede l’autorizzazione da parte del datore di lavoro, ma solamente che l’impresa provveda a mettere a regime le trattenute sullo stipendio, versando le rate direttamente alla banca o alla finanziaria.

Prima di decidere, comunque, è bene fare un confronto tra le offerte dei diversi istituti di credito.

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